Scadenze e udienze
Calendari condivisi e attività assegnate per pratica, con un avviso ai soci quando una scadenza si avvicina. Niente AI: Microsoft 365 configurato bene.
Un progetto · dalla verifica alla proposta
Undici persone, Microsoft 365 già in casa e due richieste precise. Dalla prima mezz'ora alla proposta, con i conti fatti prima di cominciare.
Due richieste nella stessa mezz'ora. I soci volevano sapere a che punto erano le pratiche degli associati senza doverlo chiedere ogni volta: scadenze, udienze, chi va in tribunale e quando. E volevano che i tirocinanti imparassero più in fretta il modo di lavorare dello studio, partendo dai casi già seguiti.
Sul tavolo c'era l'idea di un sistema costruito apposta. L'abbiamo sconsigliata. Lo studio usava già Microsoft 365 e lo conosceva in ogni angolo. Un sistema nuovo avrebbe chiesto a undici persone di cambiare abitudini per un problema che i loro strumenti potevano già risolvere. E metà della richiesta non aveva bisogno di intelligenza artificiale.
La verifica, in numeri
Con i soci abbiamo stimato quanto tempo se ne andava ogni mese nelle attività da cambiare, e quanto ne avrebbe restituito il progetto.
al mese, spese oggi fra coordinamento, revisioni e ricerche
al mese, il loro costo interno per lo studio
al mese recuperabili secondo la stima: circa 4.200 € che tornano al lavoro sulle pratiche
Il progetto, in tre parti
Calendari condivisi e attività assegnate per pratica, con un avviso ai soci quando una scadenza si avvicina. Niente AI: Microsoft 365 configurato bene.
Gli atti si rivedono in tempo reale sullo stesso file. Niente più allegati che girano per email, e ogni cartella ha i permessi della sua pratica.
Copilot cerca nell'archivio dello studio con gli stessi permessi di chi fa la domanda. Claude, istruito sul modo di scrivere dello studio, propone la prima bozza; il tirocinante la lavora, il socio la rivede.
La firma resta di un avvocato: l'AI prepara, non decide.
È la regola da cui discende tutto il resto: che cosa può fare Claude, chi rilegge, e chi mette il nome sotto l'atto.
I dati, prima di tutto il resto
Il progetto prevedeva cinque regole, scritte prima di configurare qualsiasi cosa.
Documenti e AI dentro l'ambiente cloud dello studio, in centri dati europei.
Per l'AI, gli stessi permessi delle persone: nessuno trova con una domanda quello che non potrebbe aprire.
Per insegnare a Claude il modo di scrivere, atti resi anonimi, mai i fascicoli dei clienti.
Un accordo sul trattamento dei dati con ogni fornitore.
Clienti informati dell'uso dell'AI, come chiede la legge italiana ai professionisti.
Per dieci persone dello studio, sui loro atti e sui loro strumenti. La prima su Microsoft 365, la seconda su come si lavora con Claude: come chiedere, come controllare, che cosa non chiedergli.
Un sistema così non si consegna e si dimentica. Cambia una norma, e modelli e istruzioni vanno rivisti perché l'AI non scriva sulla versione vecchia. Arriva un associato nuovo, e va messo in condizione di lavorare. Qualcuno chiede «possiamo farle rispondere ai clienti per email?», e la risposta è no: una bozza da rileggere sì, una risposta in automatico no. Per questo il progetto chiudeva con un seguito mensile, quello che oggi è a listino.